Chi deve versare il mantenimento e non dispone di liquidità sufficiente si pone una domanda angosciante: posso essere obbligato a vendere la mia casa per pagare? E chi attende l’assegno si chiede se può aggredire i beni dell’inadempiente. La risposta richiede una distinzione tra l’obbligo di pagare e le modalità con cui il credito può essere soddisfatto. Vediamola.
Nessun obbligo diretto di vendere
Non esiste un provvedimento che imponga, di per sé, di vendere la casa per pagare il mantenimento. Il giudice fissa l’assegno; non ordina al genitore di alienare un immobile. La proprietà resta del titolare, che decide se e come disporne.
Ma il patrimonio risponde del debito
C’è però un principio fondamentale: ciascuno risponde delle proprie obbligazioni con tutti i propri beni, presenti e futuri. Questo significa che, se l’obbligato non paga, il creditore (l’ex coniuge o i figli) può avviare le procedure esecutive per recuperare le somme dovute, fino al pignoramento e, in ultima analisi, alla vendita forzata dei beni, compresi gli immobili.
In questo senso, indirettamente, la casa può essere coinvolta: non perché esista un obbligo di venderla, ma perché, in caso di mancato pagamento, può essere aggredita dal creditore attraverso l’esecuzione forzata.
Come funziona, in pratica, l’esecuzione sulla casa
Quando l’inadempimento si protrae, il creditore munito di titolo (la sentenza o il provvedimento che ha fissato il mantenimento) può procedere così:
- notifica all’obbligato l’atto di precetto, intimando il pagamento entro un termine;
- se il pagamento non avviene, iscrive il pignoramento immobiliare sulla casa;
- il bene viene posto in vendita all’asta e, con il ricavato, viene soddisfatto il credito per il mantenimento.
È un percorso lungo e oneroso, che di solito rappresenta l’ultima risorsa: spesso la sola iscrizione del pignoramento, o anche di un’ipoteca a garanzia del credito, induce l’obbligato a regolarizzare la posizione.
La “prima casa” non è automaticamente impignorabile
Un equivoco molto diffuso è ritenere che la “prima casa” sia sempre intoccabile. Non è così: l’impignorabilità della prima casa è prevista, a certe condizioni, solo per i crediti dell’Agente della riscossione (cioè per le cartelle esattoriali), non per i crediti di un privato come l’ex coniuge o i figli. Per il credito di mantenimento, quindi, l’abitazione del debitore può in linea di principio essere pignorata e venduta, salvo i limiti generali previsti dalla legge.
E se la casa è nel fondo patrimoniale?
Anche l’eventuale presenza di un fondo patrimoniale offre una protezione limitata. I beni del fondo possono essere aggrediti per i debiti contratti per i bisogni della famiglia, e l’obbligazione di mantenimento verso i figli o l’ex coniuge rientra proprio tra questi. Non si può quindi usare il fondo come scudo per sottrarsi al mantenimento.
Il patrimonio conta anche nella determinazione
Il possesso di immobili rileva anche in un altro senso: nel determinare l’assegno, il giudice valuta non solo il reddito, ma l’intero patrimonio dell’obbligato. Chi possiede beni di valore non può sostenere di non avere capacità economica solo perché ha redditi bassi: la consistenza patrimoniale concorre a definire quanto può e deve versare.
Cosa fare se non si riesce a pagare
Il genitore in difficoltà non deve smettere di pagare, ma può chiedere la revisione dell’assegno se le sue condizioni economiche sono peggiorate in modo stabile. È sempre preferibile cercare una soluzione legale — un accordo, una rateizzazione, la revisione — piuttosto che esporsi all’esecuzione forzata sui propri beni.
Per approfondire leggi come ridurre l’assegno di mantenimento e cosa accade in caso di mancato pagamento. Il riferimento è l’art. 2740 del Codice civile sulla responsabilità patrimoniale.
Se temi di non riuscire a pagare il mantenimento o devi recuperare somme non versate, non sei solo. richiedi una consulenza gratuita e valuteremo insieme la tua situazione.
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Domande frequenti
Posso essere obbligato a vendere casa per pagare il mantenimento?
Non esiste un obbligo diretto di vendere. Tuttavia, se non paghi, il creditore può avviare il pignoramento e arrivare alla vendita forzata dei beni, compresa la casa.
La casa influisce sull’importo dell’assegno?
Sì. Nel determinare l’assegno il giudice valuta l’intero patrimonio, non solo il reddito. Chi possiede immobili di valore non può dirsi privo di capacità economica.
Il creditore può pignorare la casa dell’ex che non paga?
Sì. In caso di mancato pagamento, il creditore può agire in via esecutiva sui beni dell’obbligato, fino al pignoramento e alla vendita forzata degli immobili.
La prima casa è impignorabile per il mantenimento?
No. L’impignorabilità della prima casa vale, a certe condizioni, solo per le cartelle dell’Agente della riscossione, non per il credito di mantenimento dovuto all’ex coniuge o ai figli.
Cosa fare se non riesco a pagare?
Chiedere la revisione dell’assegno se le condizioni sono peggiorate, o cercare un accordo o una rateizzazione. Mai smettere di pagare di propria iniziativa.