Tra le strade per separarsi, la negoziazione assistita è spesso la più rapida e meno traumatica quando i coniugi sono d’accordo. Permette di definire la separazione fuori dall’aula, gestita dagli avvocati, evitando l’udienza in tribunale. Vediamo come funziona, quali sono i tempi e i costi, e quando conviene sceglierla.
Cos’è la negoziazione assistita
La negoziazione assistita è una procedura, introdotta per alleggerire i tribunali, con cui i coniugi raggiungono un accordo di separazione (o di divorzio) con l’assistenza dei rispettivi avvocati. Il punto da chiarire subito è proprio questo: ciascun coniuge deve avere il proprio avvocato. Non è possibile, in questa procedura, rivolgersi a un unico legale per entrambi: la presenza di due difensori serve a garantire che ognuno sia tutelato in modo equilibrato.
Come funziona la procedura
L’iter si svolge in alcuni passaggi:
- i coniugi e i loro avvocati firmano una convenzione di negoziazione, impegnandosi a cooperare lealmente per raggiungere un accordo;
- si redige l’accordo di separazione, che disciplina figli, casa, mantenimento e rapporti economici;
- l’accordo viene trasmesso alla Procura della Repubblica: se non ci sono figli minori o non autosufficienti, il PM rilascia un semplice nullaosta; se invece ci sono figli da tutelare, l’accordo deve essere autorizzato dal PM, che verifica la rispondenza al loro interesse;
- l’accordo autorizzato produce gli stessi effetti di una separazione consensuale omologata dal tribunale e viene trascritto nei registri dello stato civile.
I vantaggi
La negoziazione assistita offre benefici concreti:
- Velocità: si evita l’udienza, e i tempi si riducono spesso a poche settimane o pochi mesi;
- Riservatezza: tutto si svolge negli studi legali, lontano dall’aula;
- Minore conflittualità: l’impostazione collaborativa aiuta a mantenere rapporti più civili, a vantaggio dei figli;
- Stessa validità di una separazione consensuale tradizionale.
Quando conviene (e quando no)
La negoziazione assistita è la scelta ideale quando esiste un accordo, anche solo di massima, sulle condizioni della separazione. È perfetta per le coppie che vogliono chiudere in modo rapido e ordinato.
Non è invece praticabile quando manca qualsiasi intesa e i coniugi sono in forte conflitto: in quel caso resta necessaria la separazione giudiziale, in cui decide il giudice. Va anche ricordato che la presenza di figli minori comporta il passaggio dell’accordo al PM per l’autorizzazione, a tutela del loro interesse.
Per orientarti tra le forme di separazione leggi la guida su separazione consensuale e giudiziale; per i tempi, quanto tempo occorre per separarsi. Il presupposto della separazione è l’art. 151 del Codice civile.
Se vuoi capire se la negoziazione assistita è adatta al tuo caso, non sei solo. richiedi una consulenza gratuita e valuteremo insieme la tua situazione.
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Domande frequenti
Serve l’avvocato per la negoziazione assistita?
Sì, ed è obbligatorio che ciascun coniuge abbia il proprio. Non si può usare un unico legale per entrambi: servono due difensori per garantire equilibrio e tutela.
La negoziazione assistita vale come una separazione in tribunale?
Sì. L’accordo, una volta ottenuto il nullaosta o l’autorizzazione della Procura, produce gli stessi effetti di una separazione consensuale omologata.
Si può usare anche se ci sono figli minori?
Sì, ma l’accordo deve essere autorizzato dal Pubblico Ministero, che verifica che sia conforme all’interesse dei figli prima che diventi efficace.
Quanto dura la negoziazione assistita?
È una delle vie più rapide: quando c’è accordo, si può concludere in poche settimane o pochi mesi, evitando le tempistiche dell’udienza in tribunale.