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ASSISTENZA LEGALE MATRIMONIALE

Mantenimento del figlio e lavori saltuari del genitore

§ Sintesi dei contenuti

Avere un lavoro precario, stagionale o saltuario esonera dal pagare il mantenimento dei figli? È una domanda che si pongono in molti, sia chi teme di non farcela, sia chi sospetta che l’altro genitore usi la precarietà come scusa. La risposta è netta: l’obbligo verso i figli non viene meno. Vediamo come si concilia con redditi instabili.

L’obbligo verso i figli è prioritario

Il dovere di mantenere i figli grava su entrambi i genitori e ha carattere prioritario e irrinunciabile. Non dipende dall’avere un contratto a tempo indeterminato: anche chi svolge lavori saltuari deve contribuire, in proporzione alle proprie possibilità. La precarietà incide sull’importo, non sull’esistenza dell’obbligo.

Si valuta la capacità reddituale reale

Il giudice non guarda solo alla busta paga dell’ultimo mese, ma alla capacità reddituale complessiva del genitore: la media dei guadagni nel tempo, le competenze professionali, la concreta possibilità di lavorare di più. Questo per evitare due rischi opposti:

  • che un genitore realmente in difficoltà venga gravato di un assegno insostenibile;
  • che un genitore nasconda dietro lavori “saltuari” una capacità di guadagno maggiore, per pagare meno.

Se la precarietà è reale e documentata, l’assegno sarà commisurato a quei redditi. Se invece è solo apparente, il giudice può valorizzare l’attitudine al lavoro e la capacità di produrre reddito.

Cosa fare se i redditi cambiano

I redditi da lavoro saltuario, per definizione, variano. Per questo l’importo del mantenimento non è fisso per sempre: se la situazione economica peggiora (o migliora) in modo stabile, si può chiedere al giudice la revisione dell’assegno. È sempre preferibile agire per vie legali e documentare il cambiamento, anziché ridurre o sospendere i pagamenti di propria iniziativa: l’omissione, se ingiustificata, espone a conseguenze civili e penali.

Per approfondire leggi come si calcola l’assegno di mantenimento e cosa accade in caso di mancato pagamento del mantenimento. Il riferimento è l’art. 337-ter del Codice civile.

Se hai redditi instabili e vuoi capire come gestire il mantenimento del figlio, non sei solo. richiedi una consulenza gratuita e valuteremo insieme la tua situazione.

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Domande frequenti

Chi ha un lavoro saltuario deve pagare il mantenimento del figlio?

Sì. L’obbligo verso i figli non viene meno: anche con redditi precari si deve contribuire, in proporzione alle proprie possibilità. La precarietà incide sull’importo, non sull’esistenza dell’obbligo.

Come si calcola l’assegno con redditi instabili?

Il giudice valuta la capacità reddituale complessiva: media dei guadagni nel tempo, competenze e reale possibilità di lavorare, non solo l’ultima busta paga.

Posso ridurre il mantenimento se perdo il lavoro saltuario?

Non di tua iniziativa. Devi chiedere al giudice la revisione dell’assegno, documentando il calo stabile dei redditi. Sospendere i pagamenti da soli espone a conseguenze.

E se il genitore finge di avere solo lavori saltuari?

Il giudice può valorizzare l’attitudine al lavoro e la reale capacità di guadagno, determinando l’assegno sulla situazione effettiva e non su quella di comodo.

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