Il diritto agli alimenti è uno degli istituti più antichi e importanti del diritto di famiglia, ma anche uno dei più fraintesi: spesso viene confuso con il mantenimento, da cui invece si distingue nettamente. Gli alimenti sono un’espressione del dovere di solidarietà familiare verso chi versa in stato di bisogno. Vediamo cosa sono, a chi spettano, chi è obbligato e in cosa differiscono dal mantenimento.
Cosa sono gli alimenti
Gli alimenti sono le somme (o, in alternativa, l’accoglienza e il sostentamento diretto) destinate a garantire a una persona in stato di bisogno, che non sia in grado di provvedere al proprio mantenimento, ciò che le è necessario per vivere: vitto, alloggio, vestiario, cure mediche essenziali. Non si tratta di assicurare un tenore di vita elevato, ma di soddisfare i bisogni primari della persona.
I due presupposti fondamentali
Perché sorga il diritto agli alimenti devono ricorrere, contemporaneamente, due condizioni:
- lo stato di bisogno di chi li richiede, cioè l’impossibilità di soddisfare le proprie esigenze essenziali;
- l’impossibilità di provvedere al proprio mantenimento con il lavoro o con i propri mezzi.
Chi è in grado di lavorare e di mantenersi, dunque, non ha diritto agli alimenti: l’istituto soccorre chi è realmente impossibilitato a provvedere a sé stesso.
Chi è obbligato: l’ordine degli obbligati
La legge individua con precisione chi è tenuto a prestare gli alimenti, secondo un ordine graduato. Sono obbligati, nell’ordine:
- il coniuge;
- i figli e, in loro mancanza, i discendenti più prossimi;
- i genitori e, in loro mancanza, gli ascendenti più prossimi;
- i generi e le nuore;
- il suocero e la suocera;
- i fratelli e le sorelle (in questo caso limitatamente allo stretto necessario).
L’obbligo grava prima sul parente più vicino; solo se questi non è in grado di farvi fronte, si passa al successivo. Se più persone sono obbligate nello stesso grado, contribuiscono in proporzione alle proprie condizioni economiche.
La misura degli alimenti
Gli alimenti sono dovuti in misura proporzionata sia al bisogno di chi li domanda sia alle condizioni economiche di chi deve prestarli. C’è però un limite: non devono superare quanto è necessario per la vita dell’alimentando, tenuto conto della sua posizione sociale. Se le condizioni delle parti cambiano, l’importo può essere rivisto, e il diritto stesso cessa quando viene meno lo stato di bisogno.
Come vengono prestati
L’obbligato può adempiere in due modi: versando un assegno periodico, oppure accogliendo e mantenendo in casa propria la persona che ha diritto agli alimenti. La scelta tra le due modalità è di norma rimessa all’obbligato, ma il giudice può stabilire diversamente quando vi siano ragioni che lo giustifichino, sempre nell’interesse dell’alimentando.
Alimenti e mantenimento: le differenze
È qui che si annida la confusione più frequente. Le differenze principali sono nette:
- il mantenimento spetta a prescindere dallo stato di bisogno (basta lo squilibrio economico) ed è commisurato anche al tenore di vita; gli alimenti presuppongono lo stato di bisogno e coprono solo il necessario per vivere;
- il mantenimento del coniuge si perde con l’addebito della separazione; gli alimenti, invece, possono spettare anche al coniuge a cui è stata addebitata la separazione, proprio perché rispondono a un bisogno essenziale;
- il mantenimento ha una platea di obbligati più ristretta; gli alimenti coinvolgono una più ampia cerchia di parenti, secondo l’ordine di legge.
In sintesi, gli alimenti sono una rete di protezione di ultima istanza, fondata sulla solidarietà familiare, mentre il mantenimento è legato ai rapporti tra coniugi e tra genitori e figli.
Per il quadro generale leggi la guida all’assegno di mantenimento e come si calcola. Il riferimento sono gli artt. 433 e seguenti del Codice civile.
Se ti trovi in stato di bisogno o ti viene chiesto di prestare gli alimenti, non sei solo. richiedi una consulenza gratuita e valuteremo insieme la tua situazione.
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Domande frequenti
Che differenza c’è tra alimenti e mantenimento?
Gli alimenti presuppongono lo stato di bisogno e coprono il necessario per vivere; il mantenimento spetta per il solo squilibrio economico ed è commisurato anche al tenore di vita.
Chi è obbligato a prestare gli alimenti?
Secondo un ordine di legge: prima il coniuge, poi figli, genitori, generi e nuore, suoceri e infine fratelli e sorelle. L’obbligo grava prima sul parente più vicino.
Quando spettano gli alimenti?
Quando ricorrono insieme lo stato di bisogno e l’impossibilità di provvedere al proprio mantenimento con il lavoro o con i propri mezzi.
In che misura sono dovuti?
In misura proporzionata al bisogno e alle condizioni economiche dell’obbligato, ma senza superare quanto è necessario per la vita dell’alimentando.
Spettano anche al coniuge con separazione addebitata?
Sì. A differenza del mantenimento, gli alimenti possono spettare anche al coniuge a cui è stata addebitata la separazione, perché rispondono a un bisogno essenziale.