Cosa accade quando un genitore non riconosce il proprio figlio? Il legame di filiazione non scompare: la legge consente di farlo accertare dal giudice attraverso la dichiarazione giudiziale di paternità o maternità. È uno strumento fondamentale per tutelare i diritti del figlio. Vediamo come funziona.
A cosa serve
Quando manca il riconoscimento volontario da parte di un genitore, il rapporto di filiazione può essere accertato in via giudiziale. La dichiarazione giudiziale è l’azione con cui si chiede al tribunale di accertare che una determinata persona è il padre (o la madre) di un soggetto, con tutti gli effetti che ne derivano. Serve a dare al figlio uno status e i diritti che gli spettano.
Chi può agire
L’azione spetta in primo luogo al figlio. Se è minorenne, l’azione è promossa dal genitore che lo rappresenta o da un curatore; se ha compiuto i quattordici anni occorre il suo consenso. Per il figlio l’azione è imprescrittibile: può essere esercitata in qualunque momento della vita. Verso gli eredi del presunto genitore valgono regole e termini particolari.
Come si prova
La prova della filiazione può essere data con ogni mezzo. Oggi lo strumento decisivo è l’esame del DNA, che offre un grado di certezza elevatissimo. Un aspetto importante riguarda il rifiuto: se il presunto genitore si rifiuta ingiustificatamente di sottoporsi al test, il giudice può valutare questo comportamento come elemento a sfavore, fino a considerarlo una conferma indiretta del legame, unitamente agli altri elementi.
Gli effetti dell’accertamento
Una volta accertata, la filiazione produce tutti gli effetti del rapporto genitore-figlio, come se vi fosse stato il riconoscimento. In particolare:
- il figlio acquista lo status e può assumere il cognome secondo le regole di legge;
- sorge il diritto al mantenimento, anche per il periodo pregresso;
- nascono i diritti successori reciproci;
- si instaurano i rapporti di responsabilità genitoriale, secondo l’interesse del minore.
La filiazione, infatti, è oggi unica: i figli hanno gli stessi diritti a prescindere dal fatto che siano nati dentro o fuori dal matrimonio.
Per approfondire leggi la guida al mantenimento dei figli e all’affidamento. Il riferimento è l’art. 269 del Codice civile.
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Domande frequenti
Cos’è la dichiarazione giudiziale di paternità?
È l’azione con cui si chiede al giudice di accertare il rapporto di filiazione quando manca il riconoscimento volontario, attribuendo al figlio lo status e i diritti che gli spettano.
Chi può chiederla?
Il figlio, anche tramite chi lo rappresenta se minorenne (con il suo consenso dai 14 anni). Per il figlio l’azione è imprescrittibile e può essere esercitata in qualsiasi momento.
Come si prova la paternità?
Con ogni mezzo, soprattutto con il test del DNA. Il rifiuto ingiustificato di sottoporsi all’esame può essere valutato dal giudice come elemento a sfavore del presunto genitore.
Quali diritti nascono dall’accertamento?
Il figlio acquista lo status e il cognome, il diritto al mantenimento anche pregresso, i diritti successori e i rapporti di responsabilità genitoriale, con piena parità tra tutti i figli.