Chi non versa il mantenimento dovuto rischia non solo di dover pagare gli arretrati, ma anche di essere condannato a risarcire il danno causato a chi ne aveva diritto. È un aspetto spesso trascurato, ma molto importante, perché amplia in modo significativo le tutele di chi subisce l’inadempimento. Vediamo quando e come il mancato pagamento può tradursi in un obbligo di risarcimento, distinguendo i diversi piani.
Il mancato pagamento può essere reato
La violazione degli obblighi di assistenza familiare, tra cui il mancato versamento dell’assegno di mantenimento a favore del coniuge o dei figli, oltre a essere un illecito civile può integrare un reato. La sua punibilità varia a seconda dei casi: il mancato versamento che fa mancare i mezzi di sussistenza ai figli minori è perseguibile d’ufficio, mentre nei confronti del coniuge è di regola perseguibile a querela della persona offesa.
Le pene previste comprendono la reclusione e una multa, a conferma della gravità con cui l’ordinamento considera chi si sottrae a questi doveri. La tutela penale, però, non è l’unico effetto: ad essa si affianca quella risarcitoria.
Il risarcimento del danno in sede penale
L’aspetto cruciale è questo: la vittima del reato può, già nel processo penale, costituirsi parte civile e chiedere il risarcimento del danno subito a causa del mancato pagamento. In caso di condanna, quindi, il responsabile può essere tenuto a versare non solo gli arretrati del mantenimento, ma anche una somma a titolo di risarcimento.
Lo ha chiarito, tra le altre, una pronuncia del Tribunale di Roma (sentenza n. 17144/2018): in caso di condanna penale per omesso versamento del mantenimento, l’obbligato deve corrispondere sia gli arretrati sia il risarcimento del danno. Si tratta di due voci distinte: una restituisce ciò che non è stato versato, l’altra ristora il pregiudizio ulteriore subito.
Che tipo di danno viene risarcito
Il danno risarcibile non è solo quello strettamente economico. La privazione del mantenimento può comportare un danno patrimoniale (le spese che il beneficiario ha dovuto sostenere, i debiti contratti, le rinunce imposte) ma anche un danno non patrimoniale, legato alla sofferenza e al pregiudizio esistenziale derivanti dal trovarsi privi dei mezzi dovuti, specie quando a essere colpiti sono i figli. Il giudice valuta in concreto l’entità del pregiudizio sulla base delle circostanze e delle prove offerte.
Non ogni mancato pagamento genera reato
È bene chiarire che non tutti i casi di mancato versamento integrano un reato. La distinzione tiene conto dei soggetti coinvolti e delle circostanze concrete: la tutela penale è più forte e automatica quando a essere danneggiati sono i figli minori, mentre in altri casi è subordinata alla querela e all’accertamento degli specifici presupposti, come l’effettiva possibilità economica dell’obbligato di adempiere. Chi davvero non può pagare, per una reale e incolpevole impossibilità, si trova in una posizione diversa da chi non vuole pagare pur potendo.
Come muoversi
Per ottenere insieme arretrati e risarcimento conviene coordinare le azioni: la via penale, con la costituzione di parte civile, e quella civile per il recupero delle somme (pignoramento, ordine di pagamento al datore di lavoro). Una strategia ben impostata, con la documentazione del danno subito, aumenta le possibilità di un ristoro pieno.
Per approfondire leggi la guida su quando il mancato pagamento del mantenimento è reato e come obbligare il coniuge a pagare. Il riferimento sono gli artt. 570 e 570-bis del Codice penale.
Se non ricevi il mantenimento e vuoi sapere se puoi chiedere anche il risarcimento del danno, non sei solo. richiedi una consulenza gratuita e valuteremo insieme la tua situazione.
Leggi anche
- Assegno di mantenimento: a chi spetta e come ottenerlo
- Mantenimento non pagato: i controlli del Ministero sui redditi
- Mantenimento non pagato: l'ordine di pagamento al datore di lavoro
- Affido condiviso e tempi di permanenza: come incidono sul mantenimento
Domande frequenti
Chi non paga il mantenimento deve risarcire il danno?
Sì, può esservi tenuto. Se il mancato pagamento integra reato, la vittima costituendosi parte civile può ottenere, oltre agli arretrati, il risarcimento del danno subito.
Arretrati e risarcimento sono la stessa cosa?
No. Sono due voci distinte: gli arretrati restituiscono le somme di mantenimento non versate; il risarcimento ristora il pregiudizio ulteriore, patrimoniale e non, causato dall’inadempimento.
Che danno viene risarcito?
Sia quello patrimoniale (spese, debiti, rinunce) sia quello non patrimoniale, legato alla sofferenza per la privazione dei mezzi dovuti, soprattutto quando a essere colpiti sono i figli.
Come si chiede il risarcimento?
Ci si può costituire parte civile nel processo penale per l’omesso versamento, chiedendo al giudice la condanna al risarcimento oltre al pagamento degli arretrati.
Il mancato pagamento è sempre reato?
No. La tutela penale è più forte quando sono danneggiati i figli minori; negli altri casi dipende dalla querela e dagli specifici presupposti, inclusa l’effettiva possibilità di pagare.