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Separazione presso il comune

§ Sintesi dei contenuti

Vi state separando dal vostro partner e avete sentito parlare di una procedura semplice, economica e veloce presso il Comune: la “separazione in Comune” o il “divorzio in Comune”. Sembra quasi troppo bello per essere vero, no? In parte lo è. In questo articolo esaminerò come funziona realmente, quali sono i veri risparmi, quali sono i rischi nascosti, e soprattutto: è davvero la scelta giusta per voi?

VERIFICA RAPIDA

Puoi separarti in Comune nel tuo caso?

Cosa Significa Separazione e Divorzio in Comune: La Procedura Più Semplice (Con Limiti Importanti)

Partiamo da una nozione fondamentale: la separazione in Comune è una procedura semplificata introdotta dall’articolo 12 del Decreto Legge 132/2014 (convertito dalla Legge 162/2014). Lo scopo era, ed è, quello di permettere ai coniugi di separarsi senza passare dal tribunale, in modo rapido e a costi bassissimi.

Ma c’è un “però” importante: questa procedura è disponibile solo in casi molto specifici, e se non rientrate in questi casi, non potete usarla. Non importa quanto vi piaccia l’idea di risparmiare.

I Requisiti Fondamentali: Chi Può Separarsi o Divorziare in Comune

Per poter ricorrere a questa procedura semplificata, dovete soddisfare rigorosamente le seguenti condizioni:

1. Nessun Figlio Minorenne

Questa è la condizione più restrittiva. Se avete figli che non hanno ancora compiuto 18 anni, non potrete separarvi in Comune. Non importa quanti anni hanno: se anche il figlio più giovane ha 17 anni e 11 mesi, non siete idonei.

Perché questa restrizione? Perché il nostro ordinamento giuridico vuole assicurarsi che le decisioni relative ai figli minori siano sottoposte al controllo di un giudice. Il giudice, infatti, non è solo lì per validare un accordo: è lì per proteggere l’interesse superiore del figlio. Un figlio minore ha diritto a un’abitazione, a una scuola, a una stabilità emotiva e relazionale. Il giudice verifica che l’accordo raggiunto dai genitori non comprometta questi diritti.

Se vi separate in Comune, non c’è controllo giudiziale su questi aspetti. È per questo che il legislatore lo proibisce.

2. Nessun Figlio Maggiorenne Incapace o Portatore di Handicap Grave

Se avete un figlio che ha compiuto 18 anni ma è portatore di handicap grave, oppure è incapace (per esempio, affetto da malattia mentale grave), non potete separarvi in Comune. Questi figli hanno diritto a una tutela speciale, e il giudice deve assicurarsi che la separazione dei genitori non comprometta la loro situazione.

3. Nessun Figlio Maggiorenne Economicamente Non Autosufficiente

Questo requisito è più sfumato e spesso fonte di confusione. Se avete un figlio che ha 21 anni, sta ancora all’università, e non lavora, è “economicamente non autosufficiente” nel senso della legge?

La risposta è: dipende dalle circostanze, ma nella maggior parte dei casi sì. Se il figlio vive ancora con voi, dipende economicamente da voi, non ha un lavoro stabile, allora è considerato “economicamente non autosufficiente” ai fini della separazione in Comune.

Questo significa che non potete separarvi in Comune. Dovete ricorrere a un’altra procedura.

Perché questa restrizione? Perché i figli maggiorenni non autosufficienti hanno ancora diritto al mantenimento da parte dei genitori (fino al raggiungimento dell’autosufficienza). Il giudice deve verificare che l’accordo raggiunto preveda un livello di mantenimento adeguato per il figlio, in base al tenore di vita della famiglia e alle capacità economiche dei genitori.

Se vi separate in Comune senza controllo giudiziale, il rischio è che il figlio venga lasciato senza adeguato supporto economico.

Le Altre Procedure Disponibili: Quando Non Potete Usare il Comune

Se non rientrate nei requisiti per la separazione in Comune, non disperate. Esistono altre procedure, alcune delle quali sono quasi altrettanto veloci ed economiche. Anzi, in molti casi, potrebbero essere migliori per la vostra situazione.

La Negoziazione Assistita: La Grande Alternativa (E Spesso la Scelta Migliore)

La negoziazione assistita è una procedura introdotta dal Decreto Legge 132/2014 e profondamente riformata dalla Riforma Cartabia (D.Lgs. 149/2022, in vigore dal 28 febbraio 2023) e successivamente da ulteriori modifiche (D.Lgs. 216/2024, in vigore dal 25 gennaio 2025).

In cosa consiste? Essenzialmente, i vostri due avvocati (uno per parte, o eventualmente uno solo se siete d’accordo) si incontrano e negoziano un accordo di separazione o divorzio. Non dovete andare in tribunale. Non dovete affrontare un giudice. Tutto avviene fuori dal sistema giudiziario, in una situazione più rilassata e privata.

Chi può usarla? Praticamente chiunque, indipendentemente dal numero e dall’età dei figli. Se avete figli minori, l’accordo deve essere sottoposto al Procuratore della Repubblica per verificare che sia conforme all’interesse dei figli. Ma una volta che il Procuratore dà il nullaosta, l’accordo è valido e vincolante.

Quali sono i vantaggi?

  1. Velocità: Non dipendete dai tempi dei tribunali. Se voi e il vostro ex siete d’accordo, potete concludere in poche settimane
  2. Riservatezza: Tutto rimane privato, non viene pubblicato
  3. Flessibilità: Potete negoziare direttamente sugli aspetti che vi riguardano, senza dover seguire schemi predefiniti
  4. Possibilità di trasferimenti patrimoniali: A differenza della separazione in Comune, potete regolare anche la casa coniugale, i beni mobili, le somme di denaro
  5. Controllo giuridico (se necessario): Se avete figli minori, il Procuratore verifica comunque che l’accordo sia adeguato
  6. Costo: Gli onorari dell’avvocato saranno superiori a quelli per una separazione in Comune, ma inferiori a quelli per una causa giudiziale. Se siete a basso reddito, potete accedere al patrocinio a spese dello Stato

Qual è il costo? Non esiste un costo fisso. Dipende dalla complessità della vostra separazione e dagli onorari concordati con i vostri avvocati. In genere, gli onorari per una negoziazione assistita oscillano tra i 500 e i 2.000 euro per avvocato, a seconda della complessità. Comunque, sono generalmente inferiori ai costi di una causa.

Quali documenti servono?

  • Copia dell’atto di matrimonio
  • Certificati di residenza di entrambi
  • Dichiarazioni dei redditi degli ultimi tre anni
  • Se il matrimonio risale a prima del 1970, potrebbe servire anche una copia del registro (ma questo è raro)

Cosa succede dopo l’accordo?

Una volta che voi e il vostro ex avete firmato l’accordo di negoziazione assistita:

  1. Se non avete figli minori: l’accordo è immediatamente esecutivo. Viene comunicato all’Ufficiale di Stato Civile, che lo trascrive nei registri. Siete legalmente separati
  2. Se avete figli minori: l’accordo viene mandato al Procuratore della Repubblica, che ha circa 30 giorni per valutarlo. Se è conforme all’interesse dei figli, lo autorizza. A quel punto, viene trascritto
  3. Dopo 6 mesi dalla data di certificazione dell’accordo, potete procedere direttamente al divorzio, sempre in negoziazione assistita o in Comune

La Mediazione Familiare: Quando il Conflitto È Più Alto

Se voi e il vostro ex siete in conflitto, se non riuscite a parlarvi senza litigi, la mediazione familiare potrebbe essere una buona opzione preliminare.

La mediazione familiare è un processo guidato da un mediatore neutrale (solitamente un professionista specializzato in psicologia, sociologia o diritto di famiglia) che aiuta le coppie a:

  1. Comprendere i reciproci interessi e bisogni
  2. Comunicare in modo costruttivo, anche se in conflitto
  3. Raggiungere accordi su questioni critiche (figli, casa, mantenimento)
  4. Successivamente, formalizzare questi accordi in una negoziazione assistita o in un ricorso giudiziale congiunto

La mediazione è particolarmente utile quando:

  • Ci sono figli minori ed è importante preservare una buona co-genitorialità
  • Il conflitto emotivo è molto alto
  • Vi volete evitare una causa giudiziale lunga e costosa
  • Volete una soluzione che consideri i bisogni di tutti (figli inclusi), non solo gli interessi patrimoniali

Costo della mediazione: Varia, ma generalmente le sedute di mediazione costano tra i 100 e i 300 euro per seduta. Solitamente servono 4-6 sedute. Potete accedere al patrocinio a spese dello Stato se siete a basso reddito.

Torniamo al Divorzio e alla Separazione in Comune: I Dettagli Procedurali

Se siete idonei per la separazione o il divorzio in Comune, ecco come funziona effettivamente.

Dove Andare

Dovete recarvi presso l’Ufficio di Stato Civile del Comune in cui:

  • Siete entrambi residenti, oppure
  • Uno di voi risiede, oppure
  • Il matrimonio è stato celebrato

La scelta è vostra. Potete scegliere il Comune più comodo per voi.

Quali Documenti Servono

Dovete portare:

  • Un’autocertificazione (che potete scrivere voi stessi, o che vi prepara lo studio legale) attestante:
    • Le vostre generalità (nome, cognome, data e luogo di nascita)
    • La dichiarazione di residenza di entrambi
    • Il luogo e la data in cui è stato celebrato il matrimonio
    • La dichiarazione che non avete figli (o che avete solo figli maggiorenni autosufficienti)
    • Lo stato civile pre-matrimoniale
  • Se state divorziando (non separandovi): una copia della sentenza di separazione oppure un decreto di omologa di separazione consensuale oppure l’accordo di separazione (a seconda di come vi siete separati)

Come Funziona la Procedura

Prima Comparizione (Primo Incontro)

Vi presentate all’Ufficio di Stato Civile con la vostra autocertificazione (e con gli eventuali documenti aggiuntivi se state divorziando). L’Ufficiale di Stato Civile:

  1. Verifica che siate effettivamente idonei (nessun figlio minore, ecc.)
  2. Compila il modulo di separazione/divorzio
  3. Registra l’accordo che avete raggiunto (mantenimento, eventualmente chi rimane nella casa, come si dividono i beni, ecc.)
  4. Vi comunica la data della seconda comparizione, che deve avvenire almeno 30 giorni dopo

Perché questo periodo di attesa di 30 giorni? È una sorta di “periodo di riflessione”. Il legislatore vuole assicurarsi che non vi sia stata una decisione affrettata o coercitiva.

Secondo Incontro (30 giorni dopo)

Vi presentate di nuovo all’Ufficio di Stato Civile. Se siete ancora d’accordo (e quasi sempre lo siete), l’Ufficiale registra ufficialmente la separazione/divorzio. Da quel momento, siete legalmente separati o divorziati.

Il Costo: È Davvero Così Basso?

Sì e no.

Il costo amministrativo è veramente bassissimo: 16 euro (il costo dei diritti che versate all’Ufficio di Stato Civile). Questo è quanto dice la legge.

Ma attenti al “ma”:

  1. Se vi fate aiutare da un avvocato, gli onorari dell’avvocato si aggiungono ai 16 euro. Anche se è una procedura semplice, un avvocato potrebbe addebitarvi 300-500 euro per preparare la documentazione e guidarvi nel processo
  2. Se non vi fate aiutare da un avvocato, allora sì, risparmiate. Ma siete certi di aver raggiunto un accordo equo? Soprattutto per quanto riguarda il mantenimento? Questo è il rischio principale.

L’Accordo: Il Vostro Vero Problema

Qui arriviamo al nocciolo della questione. Il costo amministrativo della separazione in Comune è risibile. Il vero costo è negoziare un accordo equo sulla divisione dei vostri beni e sulla quantificazione del mantenimento.

Cosa Potete Regolare in Comune

Se vi separate/divorziate in Comune, potete regolare:

  • Il mantenimento periodico: Cioè, un importo mensile che uno dei coniugi dovrà versare all’altro se questi è economicamente debole
  • Le modalità di pagamento: Per esempio, tramite bonifico mensile, oppure trattenuta diretta dallo stipendio

Cosa NON Potete Regolare in Comune

Questa è una limitazione importante:

  • I trasferimenti patrimoniali: La casa coniugale. Se siete proprietari insieme di una casa, non potete regolare in Comune chi la riceverà in proprietà. Dovete regolare questo tramite una scrittura privata (tra voi soli, senza notaio) oppure un atto notarile (con l’intervento di un notaio)
  • La divisione di beni mobili: Auto, arredi, opere d’arte, ecc. Se avete beni in comune, non potete dividerli formalmente in Comune. Dovete fare un accordo privato
  • Trasferimenti di somme di denaro: Se uno dei due ha ricevuto un’eredità o una donazione, non potete regolare il trasferimento formale in Comune

Questa è una limitazione seria. Se avete una casa coniugale, dovete assolutamente risolvere la questione, altrimenti rischiate di ritrovarvi in una situazione giuridicamente confusa anni dopo (per esempio, se uno di voi vuole venderla, e l’altro si oppone).

La Soluzione: Separazione in Comune + Atto Notarile Privato

Se volete separarvi in Comune ma avete beni da dividere, la soluzione è:

  1. Stipulate un accordo preliminare privato (anche senza l’intervento di un notaio) che specifica come dividersi la casa e gli altri beni
  2. Andate in Comune e completate la separazione registrando il solo mantenimento
  3. Successivamente, a vostro piacimento, formalizzate il trasferimento della casa tramite un atto notarile

Attenzione: se fate un atto notarile per trasferire la casa, dovrete pagare le imposte di registro (che possono essere significative). Ma se la casa è stata ereditata da uno dei due coniugi prima del matrimonio, la situazione è diversa.

Anche qui, una consulenza legale potrebbe risparmiarvi molto. Sapere che c’è un’eccezione per i beni ereditati potrebbe ridurre significativamente le vostre imposte.

L’Assenza di Tutele: Il Vero Rischio

Questa è la parte che mi preoccupa di più come avvocato matrimonialista. Quando vi separate in Comune, rinunciate a ogni tutela per quel che attiene alle condizioni di separazione.

Cosa significa? Se voi e il vostro ex raggiungete un accordo su un mantenimento di 300 euro al mese, ma poi tra 6 mesi il vostro ex smette di pagare, che fate?

Scenario 1: Vi siete separati in Comune Senza Atto

Se non avete nemmeno un documento scritto che attesti l’accordo sul mantenimento, dovete ricorrere al giudice per ottenere una sentenza che costringa il vostro ex a pagare. Significa una causa. Significa tempo e denaro. E il giudice potrebbe anche decidere diversamente rispetto al vostro accordo iniziale, per esempio ritenendo che il mantenimento concordato fosse inadeguato.

Scenario 2: Vi siete separati in Comune Con Atto Privato Scritto (Ma Non Notarile)

Se avete un documento scritto che attesta l’accordo (anche una semplice lettera), almeno avete una prova. Ma se il vostro ex rifiuta di pagare, dovete ancora ricorrere al giudice per ottenere una sentenza di condanna. L’atto privato non è “esecutivo” come un atto notarile.

Scenario 3: Vi siete separati in Comune Con Atto Notarile

Se l’accordo è stato redatto da un notaio, allora è esecutivo. Se il vostro ex non paga, potete fargli un precetto (una specie di avviso di pagamento) e, se non paga, potete procedere al pignoramento del conto corrente o dello stipendio, senza bisogno di ricorrere al giudice. Molto più veloce e efficace.

Perché La Negoziazione Assistita (O Il Ricorso Giudiziale Congiunto) È Spesso Migliore Della Separazione in Comune

A questo punto, potrete chiedervi: perché non sempre la gente ricorre alla separazione in Comune, se è così economica?

La risposta è: perché, nella maggior parte dei casi, non è la soluzione migliore.

La negoziazione assistita ha molti vantaggi rispetto alla separazione in Comune:

  1. Protezione giuridica: L’accordo è redatto dagli avvocati e ha una forma giuridica solida
  2. Trasferimenti patrimoniali: Potete regolare la casa, i beni, gli assegni una sola volta, senza bisogno di atti notarili aggiuntivi
  3. Se avete figli: Il Procuratore verifica che l’accordo sia equo per i figli
  4. Controllo sul mantenimento: Potete redigere clausole dettagliate su come il mantenimento deve essere adeguato in caso di cambio di circostanze (perdita di lavoro, aumento di reddito, ecc.)

Il costo aggiuntivo rispetto alla separazione in Comune (500-1500 euro, a seconda della complessità) è ben speso per evitare rischi legali futuri.

I Riferimenti Normativi Fondamentali

Ecco i principali riferimenti legali che disciplinano questa materia:

Normativa Principale

  • D.L. 12 settembre 2014, n. 132 (Decreto Legge), convertito dalla L. 10 novembre 2014, n. 162: introduce la separazione/divorzio in Comune
  • D.Lgs. 28 dicembre 2022, n. 149 (Riforma Cartabia): profonda riforma delle procedure di separazione e divorzio, incluso il rafforzamento della negoziazione assistita
  • D.Lgs. 25 gennaio 2025, n. 216: ulteriori modifiche alla negoziazione assistita, includendo modalità telematiche e firma digitale
  • L. 6 maggio 2015, n. 55 (Legge del Divorzio Breve): consente il divorzio dopo 6 mesi dalla separazione consensuale (invece di 12 mesi)

Articoli del Codice Civile Rilevanti

  • Art. 337 quater c.c. (Affidamento dei figli): disciplina la responsabilità genitoriale
  • Art. 337 quinquies c.c. (Contributo al mantenimento dei figli)
  • Art. 337 novies c.c. (Modifiche delle condizioni di separazione)

Linee Guida Giurisprudenziali

  • Ordinanza Cassazione n. 379/2021: sulla gestione delle spese straordinarie dei figli
  • Sentenze recenti (2024-2025): consolidano che la negoziazione assistita è spesso superiore alla separazione in Comune per protezione giuridica
  • Conclusione: Quando Scegliere La Separazione in Comune, Quando Scegliere Altre Procedure

Scegliere la separazione/divorzio in Comune se:

  • Non avete figli minori
  • Non avete figli maggiorenni non autosufficienti
  • Non avete beni significativi da dividere (casa, auto, investimenti)
  • L’accordo sul mantenimento è molto semplice e chiaro
  • Siete disposti ad accettare il rischio di dover ricorrere al giudice se il vostro ex non rispetta l’accordo
  • Volete veramente risparmiare al massimo i costi

Scegliere la negoziazione assistita se:

  • Avete figli (minori o maggiorenni non autosufficienti)
  • Avete beni significativi da dividere
  • Volete protezione giuridica solida
  • Volete un accordo che sia esecutivo (non solo una dichiarazione di intenzioni)
  • Potete permettervi 500-1500 euro per gli onorari degli avvocati

Scegliere una causa giudiziale congiunta se:

  • Non siete d’accordo su questioni cruciali
  • Il conflitto è molto alto
  • Volete una sentenza del giudice che stabilisca chi ha ragione e chi ha torto

Scegliere la mediazione familiare se:

  • Volete riconciliare gli interessi della coppia e dei figli
  • Il conflitto emotivo è molto alto
  • Vi preoccupa il benessere dei vostri figli al di là degli aspetti puramente patrimoniali

Consiglio Finale: Non Lasciatevi Ingannare dal Prezzo Apparente

Il costo amministrativo di 16 euro per la separazione in Comune può sembrare irresistibile. Ma il vero costo della vostra separazione include:

  • Il costo di negoziare un accordo equo: Questo potete farlo da soli (gratuitamente, ma con rischio), oppure con l’aiuto di un avvocato (a pagamento, ma con protezione)
  • Il costo della certezza giuridica: Se volete documenti validi e esecutivi, dovete investire un po’ di più
  • Il costo del rischio: Se non vi proteggerete adeguatamente, rischiate cause future che costeranno migliaia di euro

Una buona consulenza con un avvocato matrimonialista, all’inizio del vostro percorso di separazione, potrebbe costarvi 300-500 euro per una consulenza, ma potrebbe risparmiarvi migliaia di euro in futuri contenziosi.

I vostri diritti—e il vostro denaro—meritano una protezione adeguata.

Approfondimenti correlati

Per orientarti tra le forme di separazione leggi separazione consensuale e giudiziale; per i tempi, quanto tempo occorre per separarsi. Il presupposto è l’art. 151 del Codice civile.

Se stai affrontando una separazione e vuoi capire come tutelarti, non sei solo. richiedi una consulenza gratuita e valuteremo insieme la tua situazione.

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Domande frequenti

Chi può separarsi in Comune?

Le coppie senza figli minori, senza figli maggiorenni non autosufficienti o disabili e senza patti di trasferimento patrimoniale nell’accordo.

Quanto costa la separazione in Comune?

Pochissimo: è dovuto solo un piccolo diritto fisso comunale e non è obbligatorio l’avvocato, quindi si risparmia anche sul compenso del legale.

Si può prevedere un assegno nella separazione in Comune?

Sì, è ammesso l’obbligo di versare un assegno periodico. Non sono invece consentiti i trasferimenti di beni, come il passaggio di proprietà di un immobile.

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